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Cambiamento e flessibilità fanno per quattro a CityLife

Per tutti i cambiamenti importanti, sosteneva James William, dobbiamo intraprendere un salto nel buio. E, per farlo, serve fiducia. Cambiamento è, in effetti, la parola chiave di questo articolo, assieme a flessibilità. Sono le due coordinate che noi di Spazio Futuro, ma anche le varie realtà coinvolte, abbiamo seguito a fine 2017 a CityLife, Milano. Laddove, come general contractor, abbiamo curato l'apertura di 4 ristoranti all'ombra dei grattacieli, oltre all'incarico di pilotage e di progettazione di diversi negozi¹. Vi raccontiamo com'è andata.

Quattro per Tre (Torri): il caso CityLife

Prima un doveroso recap. Perché anche Milano, a proposito di cambiamento, ha intrapreso da tempo un profondo rinnovamento. Uno dei simboli di questa proiezione nel futuro del capoluogo lombardo è, senza dubbio, CityLife. Si tratta, come noto, del complesso residenziale e commerciale situato nel quartiere del Portello. A definirlo, anche nel nome, sono le tre torri, chiamate come gli architetti che le hanno progettate:

  • Isozaki, "Il Dritto";
  • Libeskind, "Il Curvo";
  • Hadid, "Lo Storto".

Una Milano nuova, moderna e futurista. E anche gustosa. Qui trovano posto, infatti, anche alcune realtà della ristorazione. Una ristorazione diversa da quella dei centri commerciali, come da precisa volontà della proprietà dell'area e di chi ha commercializzato gli spazi. Una sfida, per tutti. Anche per i brand, che si sono trovati a dover aprire un locale in un contesto diverso, in alcuni casi rivedendo anche alcune scelte architettoniche. Cambiamento e flessibilità, appunto.


Cambiamento e flessibilità fanno per quattro a CityLife

02/11/2021

Ristoranti_CityLife_1.jpg

Per tutti i cambiamenti importanti, sosteneva James William, dobbiamo intraprendere un salto nel buio. E, per farlo, serve fiducia. Cambiamento è, in effetti, la parola chiave di questo articolo, assieme a flessibilità. Sono le due coordinate che noi di Spazio Futuro, ma anche le varie realtà coinvolte, abbiamo seguito a fine 2017 a CityLife, Milano. Laddove, come general contractor, abbiamo curato l'apertura di 4 ristoranti all'ombra dei grattacieli, oltre all'incarico di pilotage e di progettazione di diversi negozi¹. Vi raccontiamo com'è andata.

Quattro per Tre (Torri): il caso CityLife

Prima un doveroso recap. Perché anche Milano, a proposito di cambiamento, ha intrapreso da tempo un profondo rinnovamento. Uno dei simboli di questa proiezione nel futuro del capoluogo lombardo è, senza dubbio, CityLife. Si tratta, come noto, del complesso residenziale e commerciale situato nel quartiere del Portello. A definirlo, anche nel nome, sono le tre torri, chiamate come gli architetti che le hanno progettate:

  • Isozaki, "Il Dritto";
  • Libeskind, "Il Curvo";
  • Hadid, "Lo Storto".

Una Milano nuova, moderna e futurista. E anche gustosa. Qui trovano posto, infatti, anche alcune realtà della ristorazione. Una ristorazione diversa da quella dei centri commerciali, come da precisa volontà della proprietà dell'area e di chi ha commercializzato gli spazi. Una sfida, per tutti. Anche per i brand, che si sono trovati a dover aprire un locale in un contesto diverso, in alcuni casi rivedendo anche alcune scelte architettoniche. Cambiamento e flessibilità, appunto.

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Essere general contractor: il valore di un interlocutore di fiducia

Quattro di questi brand ci hanno scelti come general contractor. Si tratta di:

  • Meatball Family, l'esclusivo format dedicato alle polpette; 
  • Vivo, progetto che nasce per valorizzare il pesce del Tirreno;
  • East River, l'american pub dal concept italiano;
  • Bomaki, uramakeria dall'anima nippo-brasiliana.

Ma cosa significa essere general contractor? In sintesi, vuol dire che il committente (la proprietà di un format o il franchisee) si affida a un unico referente per ottimizzare il processo di costruzione o ristrutturazione di un'attività commerciale. Il GC è, di fatto, un coordinatore di tutte le altre professionalità che intervengono in questo processo. Ciò consente di avere un interlocutore di fiducia cui fare riferimento in ogni fase dei lavori, fin dalla progettazione. Vi è, inoltre, una riduzione dei tempi di realizzazione e un contenimento dei costi.

I vantaggi del contract

Il primo vantaggio, e forse il più significativo, di affidarsi ad un general contractor è la garanzia dell'apertura nel giorno prestabilito. Insomma, tempi certi, con penali in caso di ritardi. È responsabilità del GC, dunque, portare avanti tutte le lavorazioni affinché le date concordate vengano rispettate. Ciò, va detto, vale un incremento di spesa in più rispetto a uno spacchettamento delle attività. Ovvero chiamare soggetti diversi per singole forniture di servizi o prestazioni professionali. Ma questo viene ampiamente ripagato a livello di computo totale di ore di lavoro e soprattutto nella gestione più agevole delle maestranze, nel coordinamento e nell'organizzazione del cantiere e certamente nel contenimento delle tempistiche realizzative. E, in tale contesto, il GC esprime appieno il suo ruolo di facilitatore.

La nostra offerta

Chi ci è passato lo sa: aprire o ristrutturare un locale commerciale è un gioco di percorso, una sorta di Gioco dell'oca. Il vincitore, tuttavia, non è determinato esclusivamente dalla sorte: bisogna fare le giuste mosse. E avere compagni di gioco affidabili.Parlando di contract, la nostra offerta prevede:

  • un contract totale per dare al cliente un servizio completo, fornendo un solo interlocutore in grado di gestire l'intera commessa partendo da zero e chiavi in mano;
  • varie sfumature di contract parziale con gestione anche delle imprese inserite dal committente. Qui il progetto, di fatto, viene fornito dalla proprietà e i nostri esperti lo ingegnerizzano per valutarne in primis la fattibilità e, in seguito, per tramutarlo in realtà.

C'è, poi, il fattore geografico. L'Italia abbonda di eccellenti artigiani e maestranze: ecco perché ricorriamo a fornitori e professionisti su tutto il territorio nazionale. E, grazie a questo, i costi rimangono invariati in tutta la Penisola. Siamo, inoltre, in grado di elaborare un progetto completo dal punto di vista architettonico, impiantistico e di arredo personalizzato, incluso di attrezzature.
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La Grande Mela a Milano: il caso East River

Proporre soluzioni creative, che siano al contempo personalizzate, funzionali e innovative, occupandoci del disbrigo di tutte le pratiche amministrative necessarie. Questo è il nostro impegno quotidiano, portato avanti da un team di esperti architetti e ingegneri, tanto nella ristorazione quanto nel retail e nel medical.Nel caso specifico di CityLife si trattava, tra le altre cose, di declinare l'idea di quattro diversi format di ristorazione in un contesto per loro nuovo. Il lavoro sinergico con i vari brand ha consentito di valorizzare l'identità dei locali e le loro diverse sfumature. Tutti diversi, tutti unici.East River è, per esempio, un concept che reinterpreta, con un essenziale tocco di Italian style, il più tipico degli american pub di New York. In questo caso c'è stato un contract chiavi in mano, in collaborazione con GLA - Gruppo Leida Architetti e l'Architetto Alessandra Bartali. Ci siamo occupati, nel dettaglio, del progetto architettonico, elettrico, meccanico e della realizzazione di opere, arredi e pratiche edilizie. In più, abbiamo realizzato logo e immagine coordinata.NOTE¹ A CityLife abbiamo curato anche la parte progettuale di Dispensa Emilia (aperto nell'ottobre 2021) e di CioccolatItaliani e P.I.E. Pizzeria Italiana Espressa, in contemporanea ai 4 realizzati. 

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