Dalla prima vite alla certificazione finale. Per un tenant è fondamentale avere a che fare con un general contractor affidabile, in grado di portare a compimento la commessa in tempi certi. Un “progetto contract”, nell’accezione di Spazio Futuro, si suddivide in due fasi: da un lato c’è quella progettuale, dall’altro quella realizzativa, con lo sviluppo chiavi in mano dell’opera.
Spazio Futuro è uno dei pochi general contractor in Italia in grado di gestire una commessa a 360°, seguendo entrambe le fasi e offrendo un coordinamento globale. Andiamo, allora, a raccontare le varie fasi da percorrere per un contract a regola d’arte: dall’analisi della richiesta alla consegna dell’archivio documentale.
Tutto parte dall’analisi della richiesta che ci viene fatta. Si va, cioè, a esaminare (e a comprendere) con cura il progetto commerciale da realizzare, sia esso in ambito ristorativo o retail.
Un aspetto da prendere in considerazione è la location. Si valuta, nello specifico, l’adeguatezza del locale rispetto alle esigenze della proprietà/committente e si identificano eventuali problematiche tramite un sopralluogo e un rilievo puntuale con i tecnici. Per esempio, nella ristorazione potrebbe essere un problema l’assenza di spazio per installare una canna fumaria. Va, inoltre, verificato se sopra al locale vi siano delle abitazioni, che potrebbero essere disturbate dall’inevitabile rumore dell’attività anche in orari serali oppure dalla presenza di odori dalle cucine.
A volte può essere necessario informare il cliente che il locale non possiede tutte le caratteristiche adatte al tipo di attività da svolgersi nel locale. Si tratta di una scelta di onestà e professionalità che evita al tenant di investire in un locale non adatto alle sue esigenze.
Una volta stabilito che il posto scelto è quello giusto, si passa alla fase dell’ingegnerizzazione, ovvero della proiezione del concept del cliente negli spazi effettivamente a disposizione.
La fase progettuale comprende tutti gli aspetti burocratici e amministrativi. In questo ambito, il supporto offerto da Spazio Futuro si declina così:
Solitamente, il cliente ha già una sua immagine definita e, pertanto, chiede al general contractor di ingegnerizzare il progetto. In altre parole, di trasformare il moodboard, composto da immagini e render, in qualcosa che s’inserisca negli spazi scelti.
Il concept viene, dunque, adattato al layout della location. In questo frangente si valuta se un arredo o un macchinario è compatibile con gli spazi a disposizione oppure se realizzare una parete con determinate caratteristiche sia effettivamente fattibile. La stesura vera e propria del layout permette, a tutti gli effetti, la distribuzione degli spazi.
Successivamente, si sviluppano i diversi livelli progettuali: architettonico, d’immagine, elettrico, meccanico, idraulico e, se occorre, anche strutturale. Il processo include numerosi passaggi, tra cui l’adempimento degli obblighi normativi legati all’antisismica, la predisposizione delle certificazioni necessarie e la gestione delle pratiche relative agli impianti e alle insegne.
Questa fase si conclude con la consegna dei progetti e la stesura dei computi, ovvero del capitolato, che sarà il riferimento per definire il preventivo della fase operativa.
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Il capitolato rappresenta una descrizione analitica di tutto ciò che deve essere realizzato, con quantità e tipologie di materiali. Viene redatto sia per la parte edile e impiantistica, sia per quella riguardante arredi ed attrezzature, garantendo una chiara definizione degli interventi necessari. A partire da questo documento, viene definito il preventivo della parte operativa del progetto contract.
Il capitolato può essere elaborato internamente dai tecnici di Spazio Futuro oppure può essere consegnato dal tenant che ha un proprio studio architettonico di riferimento. Con le grandi catene, può capitare che l’arredamento sia escluso dalla commessa, poiché spesso hanno già un fornitore unico per tutti i locali. Questo permette loro di avere un’estetica coerente e riconoscibile in tutti i punti vendita e di standardizzarne la fornitura.
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Il valore aggiunto di un general contractor sta nella capacità di garantire un coordinamento globale, che unisca visione complessiva e attenzione al dettaglio e che sia calato nella realtà. Diversamente, i tenants dovrebbero affidarsi direttamente ai singoli fornitori (elettricisti, idraulici, ecc.), con il rischio che la commessa subisca dei ritardi a causa della mancanza di organizzazione.
La forza di una realtà come Spazio Futuro risiede nella capacità di gestione unitaria ed efficiente del cantiere, in cui è sempre presente un professionista di riferimento per supervisionare ogni fase del lavoro. Questi s’interfaccia con un project manager, che lavora dietro le quinte, mantenendo un contatto costante con la committenza per garantire il coordinamento ottimale. Questo modus operandi permette di affrontare le eventuali criticità con tempestività e determinazione, trovando già in cantiere la risoluzione dei problemi e garantendo il pieno rispetto delle tempistiche. Qualora servisse lavorare di notte, ci si accorderà subito con le maestranze per pianificare i lavori; se sarà necessario un doppio turno, verrà organizzato senza esitazione.
D’altronde, la puntualità nella consegna è un aspetto centrale, in quanto ogni giorno guadagnato (o non perso) può fare una grande differenza. Basti pensare che alcune catene arrivano a fatturare tra i 10.000 e i 15.000 euro in una giornata di apertura: ciò dà la misura dell’importanza del rispetto dei tempi.
In questo senso, Spazio Futuro consegna indicativamente tra i 40 e i 60 giorni un negozio chiavi in mano. Velocità che, però, non fa rima con approssimazione. È, piuttosto, questione di organizzazione. Ovvero gestire i processi affinché il contract venga portato a termine nei tempi prestabiliti e rispettando i budget concordati. Il tutto, per chi sceglie, avendo un costante punto di riferimento: un timoniere capace e fidato che conduca alla meta.
Un passaggio rilevante è quello della raccolta documentale. Consiste nell’ottenere tutti i documenti tecnici necessari a sviluppare il progetto, ma anche tutto quello che serve da un punto di vista legale, burocratico e amministrativo.
Questa attività riguarda sia la fase delle prestazioni tecniche (come abbiamo visto nel paragrafo dedicato alla progettazione), sia quella di contract, in cui è scandita in tre momenti. Nello specifico:
La consegna al cliente dell’archivio documentale rappresenta la chiusura del “progetto contract”. Tuttavia, possiamo prevedere anche un’assistenza post apertura. Il nostro intervento non si limita alla consegna del locale, ma si estende anche successivamente ad attività avviata.
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