Negozi innovativi: tendenze retail e idee per fare la differenza

  • Il tradizionale concetto di negozio fisico si sta evolvendo rapidamente, con le tecnologie digitali che si configurano come strumenti strategici per creare negozi innovativi.
  • Oggi non si entra più in un negozio solo per comprare qualcosa: ci si aspetta di vivere esperienze di acquisto sempre più personalizzate e coinvolgenti.
  • Per gli esperti, il digitale non cancellerà il negozio fisico. Disegnerà (e in parte già lo sta facendo) un “new normal” che i tenant sono chiamati a tenere in considerazione in fase di progettazione e realizzazione dei negozi.
  • Dall’IoT all’intelligenza artificiale: scopriamo i principali strumenti per la retail innovation.
  • La crescita dei concept store: negozi innovativi dove il commercio incontra l’arte, offrendo un’esperienza di shopping altamente personalizzata e coinvolgente.

Il futuro è (già) qui

Il mondo cambia, il retail pure. Il settore è alle prese, già da tempo, con una fase di profonda trasformazione digitale. Gli smartphone, perennemente connessi a Internet, hanno radicalmente cambiato le abitudini di consumo dei clienti. Oggi non si entra più in un negozio solo per comprare qualcosa: ci si aspetta di vivere esperienze di acquisto sempre più personalizzate e coinvolgenti. Il tradizionale concetto di negozio fisico si sta, quindi, evolvendo rapidamente, con le tecnologie digitali che si configurano come degli strumenti strategici della retail innovation.
Oggigiorno, i consumatori utilizzano attivamente strumenti online per ricercare prodotti, confrontare prezzi e leggere recensioni, anche mentre si trovano all’interno di un negozio. Di conseguenza, per rimanere competitivi, i retailer devono adattarsi a questo nuovo scenario, integrando canali online e fisici in un’ottica omnicanale. L’evoluzione digitale sta tramutando i negozi fisici in luoghi in cui vivere delle esperienze immersive che consentono ai consumatori di entrare in contatto diretto con i prodotti e i venditori. Tutte cose che il web non potrà mai offrire. Si tratta, dunque, di capire come cavalcare al meglio la retail innovation. Una sfida che riguarda anche chi, come noi, è chiamato a progettare e realizzare negozi di successo.

Come sta il retail in Italia

Intanto, il contesto. L’ultimo report del Politecnico di Milano dedicato all’innovazione digitale nel retail¹ ha scattato una fotografia dello stato dell’arte del retail italiano che, nel 2023, ha vissuto un’evoluzione significativa.
Chiusa l’era pandemica, lo scorso anno, l’e-commerce ha consolidato la sua posizione, con vendite online che hanno superato i 35 miliardi di euro (+8% rispetto al 2022). È la morte dei negozi fisici? Non proprio. I negozi fisici hanno dato prova di una grande resilienza. Gli acquisti online stanno, infatti, attraversando una fase di assestamento con una crescita meno marcata rispetto al periodo pre Covid.
Inoltre, nonostante continui il trend della chiusura di numerosi punti vendita fisici, l’incidenza dell’online sul totale retail è stabile, attorno all’11%. Ciò suggerisce un adattamento dei consumatori a un modello di acquisto omnicanale.
Il report evidenzia infine come, nel 2023, gli investimenti in tecnologie digitali nei retail fisici siano aumentati del 3,1% rispetto all’anno precedente. I negozi più innovativi stanno, quindi, diventando sempre più digital, con schermi interattivi e postazioni self-service che rendono più fluida e autonoma l’esperienza di acquisto. Lo rileviamo anche nel segmento della ristorazione: basti pensare a quel che sta facendo KFC Italia. I ristoranti che abbiamo avuto modo di seguire in qualità di general contractor rappresentano la sintesi tra tecnologia e comodità, coniugando omnicanalità e inclusività.

LEGGI ANCHE: Retail leisure: nei centri commerciali la rivoluzione è già partita

Sfide e opportunità per i negozi innovativi

Oltre a trasformare l’esperienza del cliente, l’innovazione digitale ottimizza significativamente le operazioni dei retailer. I software di nuova generazione, che implementano l’intelligenza artificiale (IA), sono in grado di analizzare una grande mole di dati. Ciò consente di prevedere l’andamento dei consumi e, di conseguenza, di gestire il magazzino in modo più efficiente. L’analisi predittiva aiuta anche a identificare le tendenze di mercato e a prendere decisioni strategiche.
Inoltre, in un mondo sempre più interconnesso, l’uso sapiente della comunicazione può rendere coerente l’esperienza del cliente nei diversi touchpoint, digitali e fisici. Uno storytelling declinato nei diversi canali a disposizione del retailer può, infatti, migliorare la customer experience. Ciò può essere, poi, enfatizzato da un’attenta progettazione degli spazi di vendita che, attraverso colori, ambienti e arredi, può trasmettere la proposta valoriale del retailer. Ed è questo il versante su cui noi di Spazio Futuro – nomen omen – siamo pronti a offrire il nostro contributo, alleati di chi vuole innovare.
In definitiva il negozio del futuro, anzi del presente, combina tecnologie all’avanguardia e soluzioni consolidate, creando luoghi unici in cui il cliente può vivere un’esperienza nuova e appagante.

Gli strumenti della retail innovation

Un po’ come visto parlando delle tendenze della ristorazione, la trasformazione digitale è un passaggio obbligato per i negozi innovativi. Le sfide sono molteplici, ma altrettante sono le opportunità. I retailer hanno a disposizione un’ampia gamma di strumenti per intraprendere questo percorso e arrivare alla meta. Le casse intelligenti e l’implementazione dei nuovi metodi di pagamento cashless rappresentano solo la punta dell’iceberg.

  • L’Internet of Things (IoT), per esempio, può collegare prodotti e dispositivi all’interno del negozio, consentendo di monitorare lo stato delle merci, ottimizzare la gestione degli ordini e migliorare la supply chain.
  • L’intelligenza artificiale, dal canto suo, consente di creare assistenti virtuali che accompagnano il cliente nell’acquisto online, ma anche offline.
  • Il pick up in negozio. Ovvero dare la possibilità ai clienti di acquistare online i prodotti e passare, poi, a ritirarli in negozio, in modo da combinare le due esperienze di acquisto. Con una logica diametralmente opposta, si può consentire l’ordine online direttamente in negozio, permettendo al cliente di acquistare sul sito, da app o tramite un device interattivo dei prodotti che ha appena provato e testato.
  • In-store tracking, ovvero il tracciamento dei clienti all’interno del punto vendita attraverso diverse tecnologie che consentono di seguire il loro percorso, individuando le zone in cui si soffermano più a lungo.
  • Profilazione del cliente, usando anche strumenti già ampiamente diffusi come le carte fedeltà che, però, possono essere collegate a dei software gestionali (CRM) che consentono delle azioni automatizzate di remarketing rivolte, cioè, a quei clienti che hanno già interagito col retailer.

C’è, infine, la possibilità di digitalizzare i processi organizzativi: dalla dematerializzazione della comunicazione alla gestione informatizzata e smart del magazzino. Tutti questi elementi spesso confluiscono nei concept store, che rappresentano la punta più avanzata della retail innovation.

Tra fisico e digitale

Negli anni, vari brand hanno sperimentato soluzioni di retail innovation. Un esempio è il camerino virtuale (o virtual fitting room) che, attraverso la realtà aumentata, risolve un problema tipico dell’acquisto digitale, ovvero l’impossibilità di provare i vestiti. Tramite un’app brandizzata scaricabile sul proprio smartphone, si può vedere il capo che si desidera acquistare sovrapposto al proprio corpo. Ciò permette, comodamente da casa, di farsi un’idea sul fitting delle diverse taglie di un vestito, ma anche di valutare look alternativi e abbinamenti, oltre a comunicare con il brand.
Esistono, inoltre, delle soluzioni in-store che usano in modo simile la realtà aumentata: gli smart mirror. Si tratta di specchi interattivi che possono essere posizionati in vetrina, all’interno di un camerino o in altre zone del negozio. Possono essere intesi anche come pannelli pubblicitari interattivi da posizionare in punti strategici di un centro commerciale in modo da invogliare un passante a entrare in negozio.

L’esempio dei concept store

Sempre più spesso, anche nei centri commerciali, nascono concept store, ovvero negozi innovativi dove il commercio incontra l’arte, offrendo un’esperienza di shopping altamente personalizzata e coinvolgente. Ciò è reso possibile da:

  • selezione curata di prodotti, spesso in esclusiva;
  • attento retail design, che crea un locale unico;
  • esperienza interattiva e immersiva, resa possibile dalle nuove tecnologie (realtà virtuale, realtà aumentata, IoT, eccetera).

Da questi elementi si può capire come un concept store sia molto più di un semplice negozio. Si tratta, infatti, di un luogo che trasforma l’acquisto in un’esperienza multisensoriale. Tutto è declinato a partire da un “concept”, ovvero da un’idea distintiva che rappresenta la value proposition del retailer. Ciò permette, tra l’altro, di migliorare l’esperienza del cliente, fidelizzandolo, e di allungare il tempo di permanenza nello store.
Questi spazi richiedono una forte visione aziendale e importanti investimenti. Rappresentano validi modelli da prendere come esempio, ma non necessariamente vanno imitati in toto. Ogni punto vendita, anche quando fa parte di una catena, ha la sua identità e le sue peculiarità, che richiedono le soluzioni più adatte.

NOTE

1 Per approfondire: Osservatorio Innovazione digitale nel retail, School of Management del Politecnico di Milano

logo Spazio Futuro
Via Carlo Bazzi, 49 - 20141 Milano (MI)
Iscriviti alla nostra newsletter!
Iscriviti
Spazio 4 Arredamenti e Contract srl - Via Carlo Bazzi, 49 20141 Milano (MI) - P.Iva/CF 08429530150 - spazio4@registerpec.it - REA MI-1223222 - Cap. Sociale €100.000,00
Powered by Hassel.
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram