Formulare un preventivo? Non può e non deve essere solo una questione di conti, bensì di ponti. Può suonare solo un criptico gioco di parole: in realtà, le cose stanno così.
Un preventivo di spesa ben eseguito, infatti, parte da uno studio approfondito della location scelta dal cliente per l’intervento realizzativo oggetto delle opere messe a budget. Questa analisi, a sua volta, deve coniugarsi con il format che si vuole andare a realizzare. Per sintetizzare: il format del locale da realizzare viene calato all’interno dell’immobile nel quale prenderà forma. Da qui, vengono considerati tutti gli elementi costitutivi dell’opera e le lavorazioni necessarie, iniziando dalle eventuali demolizioni.
Una progettazione completa e ben eseguita permette, insomma, a un general contractor, qual è Spazio Futuro, di formulare offerte complete di ogni fornitura e lavorazione senza tralasciare alcun aspetto. In questo modo, si evita che il cliente definisca un appalto che non comprende tutti i lavori necessari per arrivare all’apertura del locale. Trovandosi, in questo caso, costretto a farsi carico di inevitabili costi extra.
Quando si parla di un progetto architettonico, spesso si commette l’errore di pensare che si tratti solo dello studio grafico delle opere da svolgere. I “disegni”, per i non addetti ai lavori. In realtà, non è così.
Un progetto preliminare è la fotografia dello stato di fatto dell’immobile su cui si deve intervenire. Si tratta del risultato, sì grafico, dello studio dello spazio in tutte le sue componenti. Il progetto, infatti, si compone di render e piante realizzati a seguito di sopralluoghi puntuali e approfonditi. Le piante, poi, serviranno anche per l’esecuzione di tutte le pratiche comunali e i permessi necessari per l’apertura del locale.
Sulla base del progetto viene, quindi, redatto il computo. Si tratta dell’elenco delle lavorazioni quotate che dovranno essere eseguite in cantiere. Queste indicano metrature, quantità, portate, specifiche marche di prodotti, oltre a tutte le caratteristiche specifiche di ogni elemento architettonico, impiantistico, edilizio o d’arredo già presente o da realizzare ex novo più il computo è dettagliato, maggiore è la possibilità di formulare un preventivo corretto.
Dunque, è sulla base del computo, che si incentra a sua volta sul progetto, che si procede a formulare il preventivo. Per questo, progetto e computo non possono essere scissi, ma devono essere in perfetta comunicazione tra loro, riportando entrambi i medesimi dettagli, numeri e caratteristiche. È, se vogliamo, un omologo del ponte, comunicativo e operativo, tra progetto e cantiere.
Un preventivo può riguardare solo la parte edile di un locale, oppure gli impianti o l’arredamento. In ogni caso, deve essere il più dettagliato possibile. Per questo, la richiesta di preventivo che ci viene sottoposta deve avere allegati il progetto architettonico e quello impiantistico, con i relativi computi.
Capita spesso, però, di scontrarsi con progetti mal eseguiti o poco precisi: lacunosi e con discrepanze, anche significative, rispetto al computo allegato, talvolta predisposti senza aver fatto un rilievo puntuale del locale. Qui, sì, è prettamente una questione di conti. Ciò accade di frequente con grandi catene del retail o della ristorazione, che, cercando di spendere il meno possibile, appaltano i progetti a prezzi stracciati. Normalmente accade che gli studi di architettura incaricati, per poter sostenere i costi, prendano più commesse contemporaneamente, ma, con poco tempo e risorse, si limitano spesso ad eseguire dei meri “copia e incolla” tra i progetti.
Queste problematiche non si riscontrano, va detto, solo con le grandi catene. Capita che anche realtà più piccole, avendo budget ridotti, preferiscano investire più sull’immagine che sulla qualità della progettazione. È chiaro che formulare un preventivo con queste premesse diventa difficile e crea problemi che, a cascata, si trascinano fin nello svolgimento delle attività di cantiere. Ovviamente, non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio: sono tante le realtà virtuose, tra catene, professionisti e studi di progettazione, che lavorano con coscienza e qualità.
In questo scenario, il contract può rappresentare una soluzione efficace. Questa formula è definita cara da molti. All’apparenza, potrebbe sembrare così. In realtà, il (buon) contract si rivela un salva-tempo, un salva-costi e un salva-energie. Affidare la realizzazione del progetto commerciale a un referente di fiducia consente, infatti, di:
Il contract può essere più caro all’inizio, se paragonato alla somma delle singole lavorazioni spacchettate e appaltate a singoli artigiani. Tuttavia, questa formula vale più della somma delle singole parti: offre un grande valore aggiunto e, nel medio periodo, consente di risparmiare denaro e grattacapi.
In questo senso, fare una progettazione completa e accurata permette a un’azienda contract come la nostra di formulare un preventivo puntuale. Completo, cioè, di ogni fornitura e lavorazione, senza extra in corso d’opera.
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Molti pensano che, una volta ricevuta una commessa, formulare il preventivo sia il kick-off di progetto. In realtà, prima ci sono i sopralluoghi preliminari e i rilievi in loco: un passaggio decisivo, ma spesso bypassato.
Oggigiorno, i progetti vengono spesso gestiti lavorando solo su immagine o pianta catastale. Ciò può (apparentemente) snellire i tempi ma, in fase realizzativa, può portare a incongruenze, anche significative, che rischiano di rallentare il cantiere, allungare i tempi e far lievitare i costi.
Navigare a vista e andare al risparmio non conviene: è questione di metodo e competenze. In questo senso, ci impegniamo a formulare un preventivo che parte da basi solide e che contiene tutti gli elementi per evitare aggiustamenti ed extra in corso d’opera. Il valore aggiunto di Spazio Futuro è la capacità di offrire proposte complete e un coordinamento a 360° di tutte le attività necessarie all’apertura di un locale. Garantiamo:
Quello che offriamo è, insomma, un connubio di competenze, esperienza, professionalità e affidabilità. Perché, in fondo, non è solo questione di conti, ma di ponti. Una consonante che può fare un’enorme differenza.

