Commercializzazione nei centri commerciali: Spazio Futuro è... presente

  • Abitudini e preferenze dei consumatori sono fondamentali per definire la commercializzazione dei centri commerciali. Per questo, il dialogo tra tenant e landlord è imprescindibile.
  • I centri commerciali sono materia viva e in costante evoluzione. Nei mall si cambia e spesso, con la nascita di nuove realtà accanto ad ampliamenti e restyling di quelle esistenti.
  • In termini di dimensioni, gli ipermercati si stanno riducendo di circa la metà in tutti i mall. I consumatori preferiscono spazi più contenuti perché sono più a misura d’uomo ed è più facile trovare i prodotti.
  • La progressiva riduzione delle dimensioni degli ipermercati apre alla possibilità di nuove commercializzazioni. Tra negozi, food court e servizi, le opportunità non mancano.
  • Dalla stesura del progetto architettonico alla ristrutturazione totale di un negozio: scopriamo le principali differenze tra commercializzazione e ricommercializzazione.
  • Esperienza sul campo e competenze trasversali: ecco come Spazio Futuro supporta proprietà dei centri commerciali e insegne in fase di ricommercializzazione dei punti vendita.

Questione di tempi e di modi

Attrattivi, comodi, al passo coi tempi: così devono essere oggi i centri commerciali. Rispondere alle esigenze dei clienti è alla base di tutto ciò che ruota dentro e attorno a un mall. Come emerso parlando di negozi innovativi, si tratta di prevedere, comprendere e andare incontro alle necessità e ai desideri di chi li frequenta.
Può sembrare scontato, ma, per fornire la giusta risposta, è necessario saper intercettare la domanda. Come fare? Decisivo, in questo senso, è il dialogo tra tenant e landlord, ovvero tra affittuari e proprietari dei singoli negozi che compongono un centro commerciale. Ciò al fine di garantire un efficace scambio di informazioni su abitudini e preferenze dei consumatori. È solo partendo dall’analisi di questi dati che risulta possibile strutturare una commercializzazione dei centri commerciali che sia di successo in termini di soddisfazione della clientela e di sostenibilità a 360°.

Centri commerciali: come si cambia…

Come evidenziato in un precedente articolo, il centro commerciale è materia viva e in costante evoluzione. Nei mall si cambia e spesso. Da un lato ci sono le nuove aperture, come Maximall Pompeii. Dall’altro c’è la commercializzazione dei centri commerciali che è spesso legata ad ampliamenti e restyling dei mall stessi, come avvenuto di recente a Scalo Milano o, in passato, a Gran Reno Bologna. Un’esperienza, quest’ultima, che abbiamo vissuto in prima persona, occupandoci di pilotage, alcuni servizi pro rata, attività professionali per diversi operatori e realizzazione di alcuni negozi di retail e di ristorazione.
Inoltre, a cadenze più o meno regolari, i centri commerciali in Italia, vecchi e nuovi, cambiano la loro proposta, come, ad esempio, CityLife a Milano. Le ricommercializzazioni sono dettate da varie ragioni: alcune insegne chiudono, altre aprono, altre ancora scelgono di dare una rinfrescata al loro negozio.
In tutte queste fasi, Spazio Futuro diventa un interlocutore privilegiato e un partner di fiducia, tanto per le proprietà dei centri commerciali, quanto per le singole catene.

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Tesoro, mi si sono ristretti gli ipermercati

Ammodernamenti, sviluppi e migliorie nascono, dunque, dallo scambio di dati ed esperienze tra negozi e proprietà. Su questo tema, strettamente connesso alla commercializzazione dei centri commerciali, un esempio significativo è offerto dagli ipermercati. Strizzando l’occhio al titolo di un popolare film di fine anni ’80, potremmo dire: Tesoro, mi si sono ristretti gli ipermercati.
Dopo la diffusione in Italia di mega supermercati da 8-10 mila mq, negli ultimi anni si è deciso di invertire la rotta in modo netto. In termini di dimensioni, gli ipermercati si stanno riducendo di circa la metà in tutti i mall. I consumatori preferiscono spazi più contenuti perché sono più a misura d’uomo ed è più facile trovare i prodotti.
Quando un ipermercato viene ridotto, questa operazione lascia il posto alla possibilità di nuove commercializzazioni. Nei 4-5 mila mq “avanzati” si possono:

  • ampliare le food court, inserendo nuove tipologie di ristorazioni; 
  • introdurre nuovi negozi di sport o abbigliamento, che solitamente hanno metrature ampie (600-800 mq).

Inoltre, una delle tendenze che stanno prendendo piede e che sicuramente avranno ancora più risalto nel futuro prossimo futuro è quella di adibire spazi sempre più estesi a diversi servizi alla persona, dando vita ad ambulatori medici, centri prelievi e aree dedicate al tempo libero.

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Commercializzare e ricommercializzare non sono la stessa cosa

Abbiamo parlato di commercializzazione e di ricommercializzazione: ma di cosa si tratta esattamente? Quando parliamo di commercializzazione di un centro commerciale, ci riferiamo alla stesura del progetto commerciale. Si tratta di assegnare a ciascuno spazio del mall l’attività più calzante per la posizione in cui si trova, in modo da garantire il successo di quel business. Su questo fronte, si tende, ad esempio, ad accostare marchi più forti ad altri che lo sono meno, in modo da invogliare il cliente a porre l’attenzione anche su questi ultimi.
Questa operazione di valutazione, dialogo con le proprietà e assegnazione degli spazi viene solitamente gestita da sviluppatori e broker. Ogni negozio dovrà raggiungere un determinato fatturato in un certo periodo di tempo. Qualora ciò non avvenisse, il punto vendita potrebbe essere spostato in una posizione ritenuta più adatta.

Le strade della ricommercializzazione

Un altro fattore determinante è l’affitto di locali commerciali. Numerosi negozi, infatti, si riposizionano a seconda del canone di locazione che viene stabilito di volta in volta allo scadere del contratto. È a questo punto che si rivede il progetto commerciale originario, dando il via al processo di ricommercializzazione. Con questo termine intendiamo tutte le operazioni di ristrutturazione, restyling o rinnovo di un negozio che mirano a ottenere il massimo vantaggio dal riadattare e trasformare uno spazio commerciale già esistente. Oppure l’ingresso nel centro di un altro brand che andrà a sostituire uno che potrebbe non aver rinnovato il contratto o ha richiesto un’uscita anticipata.
A questo punto si aprono due strade:

  • una è legata alle varie attività professionali da approntare per permettere l’ingresso di un nuovo operatore. Su tutte, il pilotage per:
    • controllare e approvare i progetti architettonici e impiantistici che rispettino le prescrizioni presenti nel manuale dei vincoli;
    • supervisionare l’attività di cantiere;
    • provvedere alla raccolta documentale, che dovrà essere consegnata e conservata dal centro commerciale.
  • L’altra, invece, riguarda strettamente la parte progettuale e realizzativa del negozio.

In entrambi i casi, Spazio Futuro, sulla scorta dell’esperienza maturata sul campo e delle competenze trasversali al suo interno, può offrire il suo contributo fattivo.

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Commercializzazione centri commerciali: l’offerta di Spazio Futuro

Spazio Futuro offre un ventaglio di possibilità ai propri clienti per quanto riguarda la commercializzazione dei centri commerciali e le eventuali ricommercializzazioni. Annualmente, realizziamo una ventina di interventi di questo tipo all’interno dei mall e altrettanti al di fuori di essi, soprattutto nell’ambito della ristorazione e del retail. Nello specifico, la nostra offerta comprende:

  • progettazione, coordinamento, realizzazione di tutte le opere fino all’apertura di un nuovo negozio, così come stabilito nel progetto commerciale, in qualità di general contractor;
  • ristrutturazione del locale commerciale secondo quanto concordato tra tenant e landlord per un rinnovo strutturale e d’immagine completo;
  • interventi mirati su singoli aspetti quali impianti, pavimentazione, pittura, climatizzazione, arredamento.

Spazio Futuro, inoltre, collabora da anni con le proprietà dei centri commerciali, occupandosi del pilotage delle unità da ricommercializzare.

Chi ben comincia…

Capita spesso che, parlando di una ricommercializzazione, sia dia per scontato che si spenderà poco per il semplice fatto che non c’è un negozio da realizzare ex novo. Se è vero che l’impatto economico sarà, va da sé, differente, questa prospettiva, però, è fuorviante.
Sintetizzando, potremmo dire che si può risparmiare senza andare al risparmio. Sembra un bisticcio lessicale, ma è la prospettiva che guida il nostro lavoro. Nel dettaglio, conduciamo sempre una due diligence precisa con l’obiettivo di ottimizzare il più possibile il numero degli interventi da fare. Ad esempio, quando è possibile non sostituire totalmente l’impianto di climatizzazione, revisioniamo quello esistente per permetterne il riutilizzo. Oppure interveniamo sull’impianto elettrico certificando solo le singole parti non più a norma ed evitando, così, una dispendiosa operazione di rinnovo totale. La sfida è cercare di limitare gli sprechi e contenere i costi, senza intaccare la qualità del risultato finale, che resta la bussola. Per noi e per i clienti.

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