In una scena indimenticabile della storia del cinema, Audrey Hepburn, con tubino nero e occhiali da sole, cammina in una New York deserta, avvolta dalla luce dell’alba. Con un croissant in una mano e un caffè nell'altra, si ferma davanti alla vetrina di Tiffany & Co., dove, con sguardo sognante, ammira collane e anelli scintillanti.
Questa scena ha cristallizzato nell’immaginario collettivo il fascino di una gioielleria iconica, focalizzandosi su un elemento architettonico centrale come la vetrina. Un elemento che racchiude in sé una doppia funzione: da un lato valorizzare i prodotti, dall’altro proteggere da effrazioni con vetri blindati.
Le peculiarità delle gioiellerie non finiscono, però, qui. Lo sappiamo bene, visto che Spazio Futuro, per anni, ha affiancato i marchi del gruppo francese Thom, tra cui Histoire d’or, Marc Orian e Trésor, e ha lavorato con catene come Bluespirit, Damas e Fabiani gioiellerie. Partendo dall’esperienza maturata in questo ambito, vediamo che requisiti ci vogliono per aprire una gioielleria.
Una gioielleria non è un punto vendita come gli altri: richiede, infatti, degli standard estetici e di sicurezza più elevati, che comportano un alto grado di complessità in fase di progettazione.
Partiamo dalla questione sicurezza. La prima necessità è prevenire furti e rapine, che rappresentano delle minacce concrete, va da sé, vista la natura merceologica.
Dal canto loro, le vetrine e i mobili delle gioiellerie devono essere dotati di serrature sicure e sistemi di allarme, come cicalini acustici e avvisatori ottici, che avvisino sia quando rimangono aperti accidentalmente, sia quando vi sono dei tentativi di effrazione.
La necessità di protezione ha ripercussioni a livello strutturale.
Quando si progetta una gioielleria, bisogna considerare attentamente anche i parametri definiti dalla polizza assicurativa contro furti, rapine e atti vandalici. Molte compagnie, infatti, offrono la possibilità di ridurre il premio assicurativo, se vengono adottati specifici sistemi di sicurezza.
La cassaforte è un elemento centrale di una gioielleria e la sua installazione è uno dei fattori più delicati di cui tener conto.
Essendo una struttura molto pesante, con parecchi chili concentrati su una superficie limitata, bisogna fare dei calcoli strutturali per valutare la capacità di carico dell’edificio. Per esempio, se la cassaforte viene collocata in piani rialzati, può essere necessario dover rinforzare il solaio con putrelle o lastre di ferro, in modo da distribuire meglio il peso.
Per questo, solitamente si tende a posizionare la cassaforte in un piano interrato. In tal caso, emerge un altro problema: come far arrivare a destinazione la cassaforte. Spesso i vani scale o gli ascensori non sono adeguatamente spaziosi o in grado di reggerne il peso. A volte si devono, quindi, prevedere opere strutturali nella fase di posa. Le situazioni più comuni sono quelle in cui vengono smontate porte e vetrine oppure si procede con la foratura del solaio del piano terra per calare la cassaforte dall’alto.
In questi casi, Spazio Futuro si affida a un ingegnere strutturista, che si occupa di progettare non solo la condizione statica, ma anche gli eventuali interventi durante la posa.
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Il timing è un altro aspetto fondamentale, quando si tratta di aprire una gioielleria. È necessario coordinare tutti i lavori e seguire una precisa tabella di marcia in modo che non si creino intralci che portino via tempo e denaro.
Un esempio pratico riguarda la già citata cassaforte, la cui installazione deve avvenire prima della posa delle vetrine o della costruzione di muri divisori, giacché servono spazi ampi per portarla all’interno del negozio. Non seguendo questo ordine, si rischia di dovere smontare o demolire quanto magari appena costruito. Ovviamente, prima della posa devono essere stati fatti i lavori di consolidamento strutturale, se necessari.
È importante, inoltre, pianificare il percorso per il trasporto della cassaforte, considerando gli accessi e gli eventuali ostacoli, come porte strette o scale. La vendita di gioielli avviene all’interno di un centro commerciale? Si alza, in questo caso, l’asticella della difficoltà: vanno, infatti, valutate la capacità di carico di tutte le zone in cui la cassaforte transiterà.
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Oltre alle questioni impiantistiche, strutturali e logistiche, c’è un ulteriore aspetto da tenere in considerazione in fase di apertura o ristrutturazione di una gioielleria. Ovvero l’allestimento del negozio, che deve rispondere a criteri di sicurezza ed estetica. Stiamo, infatti, parlando di punti vendita che offrono oggetti preziosi, da valorizzare nel modo giusto e con un design degli interni elegante e ricercato.
In questo senso, la disposizione degli spazi varia sia in base alla struttura dell’immobile, sia al target della gioielleria. Quelle di lusso prevedono ambienti riservati o salottini per la visione dei pezzi più preziosi, in modo da offrire la massima riservatezza ai loro clienti. Quelle di fascia intermedia creano all’interno del negozio delle aree appartate, spesso situate sul fondo per limitare il rischio di furti.
L’allestimento e l’illuminotecnica si devono adattare all’immagine coordinata della gioielleria con uno studio mirato su materiali e arredi e persino divise dei commessi, per creare un’immagine complessiva coerente ed elegante. E, per le catene ubicate nei centri commerciali, anche riconoscibile. Una particolare attenzione va prestata alle luci delle teche e delle vetrinette, che devono essere studiate per evitare abbagliamenti o fastidiosi riflessi in modo da esaltare al meglio diamanti e pietre preziose.
Per l’illuminazione, è meglio optare per dei led con una temperatura colore adeguata al tipo di materiale. Ad esempio, l’oro giallo e quello rosa sono valorizzati da luci calde tra i 3000 e i 3500 gradi Kelvin, mentre l’argento e l’oro bianco si abbinano bene delle luci fredde a 6000 K, che enfatizzano i colori del metallo. Infine per perle e diamanti sono da prediligere delle luci leggermente più calde a 5000 K.
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Abbiamo visto, insomma che, per aprire una gioielleria, sono molteplici gli elementi da considerare in fase di progettazione e realizzazione del locale.
Da questo punto di vista, affidarsi a un general contractor si rivela un’opportunità… preziosa. La proprietà ha, infatti, un punto di riferimento, fidato ed esperto, durante tutte le fasi del lavoro. Si può contare, dunque, su un interlocutore capace di:
L’offerta di Spazio Futuro contempla il contract totale, con la consegna del locale chiavi in mano, o quello parziale, svolgendo solo alcune lavorazioni e coordinando anche imprese incaricate dal committente.
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